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domenica 8 marzo 2015


                                        
                                                          

                                      A' FATA



Nu juorno me chiammaje ‘na vicchiarella
e mme dicette: “Oj ne’, famme ‘o favore,
aiutame a ppassà ô muro ‘e rimpetto,
damme ‘na mana, ja’, bella figlióla!

I’ zitta m’’a mettette sott’ô vraccio
e subbeto ‘a purtaje ‘a chill’atu lato
ma all’intrasatta ‘int’a ‘nu sbruffo d’oro
‘a vicchiarella addiventaje ‘na fata.

“Siccomme hê fatto chesta bbona azione,
te voglio fà avverà ‘nu desiderio,
tu dimme chello ca te sta cchiù a ccore
e annanze a ll’uocchie t’addiventa ovèro.”

‘A capa me ggirava a cciento a ll’ora,
me dumannavo: e mmo che ce aggia di’?
Che lle rispongo: salute, solde, Ammore?
E comme faccio a scegliere accussì!

“Signora mia, i’ ve ringrazio assaje”
lle rispunnette cu n’ombra ‘e pudore
“Si ve dicesse ‘e solde me sbagliasse:
ched’è ‘a ricchezza si nun tiene ‘Ammore?

Che sso’ ‘e denare si te siente sulo,
si nun ce sta surriso ca te scarfa?
Salute se nne va si soffre ‘o core,
si nun ce sta nisciuno ca t’abbraccia.

Damme ll’Ammore, chesto aggio deciso,
damme ‘o penziero ‘e ‘nu core ca t’aspetta.
damme ‘o calore ‘e chella mana amica
ca t’aiuta a ppassà ô muro ‘e rimpetto.”

                                                 

                                 LA MIA PASTA E PISELLI


                                               


X 4 persone

1 barattolo grande di piselli bonduelle o 400 g di piselli surgelati
240g.di tubettini
100.g pancetta affumicata a dadini
2 cucchiai di olio evo
50 g. Di parmigiano grattugiato.
Sale qb
Cipolla qb

Soffriggere la pancetta e la cipolla nell olio...versare i piselli ed aggiungere un paio di bicchieri di acqua.aggiustare di sale .lasciare cuocere ed insaporire x 20 minuti.
Allungare con altri 2 bicchieri di acqua e quando ribolle buttare la pasta...attenzione che a cottura ultimata la pasta deve risultare asciutta ma non attaccata..come vedete dalla foto...prima di spegnere unite parmigiano e mantecate...slurp slurp a tutti




CAVOLFIORE INDORATO E FRITTO




                                                        
Tagliate a pezzi un cavolo e lessatelo in acqua leggermente salato.colatelo e una volta raffreddato passatelo prima nell uovo battuto con una manciata di parmigiano e poi nel pangrattato...friggetelo e salate leggermente...vi assicuro che dopo averlo assaggiato non potrete più farne a meno..slurp slurp a tutti





SCIALATIELLI ALLA BOSCAIOLA




400 g tagliolini o scialatielli freschi
100 g carne macinata
2 salsicce sbriciolate
2 fettine di speck
100 g funghi
10 pomodorini ciliegini
2 cucchiai di panna da cucina
50 g grana grattuggiata
Olio sale prezzemolo e peperoncino

Soffriggere aglio olio e peperoncino.unire i pomodorini ..aggiustare di sale...saltare il sughetto x 10 minuti.
A parte in un cucchiaio di olio soffriggere speck salsiccia e carne macinata..unire i funghi uno spruzzo di vino bianco e far cuocere x 10 minuti...salare...unire i 2 sughi e lessare la pasta...colare al dente e mantecare con un po di acqua di cottura la panna la grana e il prezzemolo tritato...vi assicuro che sono diviniiii
è tanto tanto che non scrivo...sinceramente non lo so perchè, ma io me la canto e io me la suono, questo mio blog è troppo carino x non continuare a rimpinguarlo di ricette e 
curiosità...approfitto di questo spazio , e poi giuro che non vi tedio più...è stato un periodo di profonda apatia e che forse continua ancora...ma se sono qui a scriverne vuol dire che qualcosa sta cambiando...

"combattere l’apatia è difficile, ma, non impossibile e richiede molta tenacia e forza di volontà da parte dell’individuo, cosa non proprio semplicissima per il soggetto apatico. Il soggetto apatico, infatti, non ha più reazioni emotive o di interesse verso nessun aspetto della sua vita e di quella delle persone che lo circondano.
E’ completamente indifferente verso tutti e tutto, compreso se stesso. Un’indifferenza che porta il soggetto apatico a trascurare la propria persona, il lavoro, i rapporti personali e l’ambiente in cui vive.La mancanza di interesse provoca anche indolenza, stanchezza cronica e nei casi estremi insensibilità verso qualsiasi tipo di emozione, sia positiva che negativa. La persona apatica sviluppa una scarsissima autostima e un senso di pessimismo globale con cui giustifica la sua indolenza in virtù’ dell’inutilità di qualsiasi tipo di azione. Ecco perché per l’apatico risulta difficile se non inutile combattere l’apatia che lo attanaglia..". ma all'improvviso  mi so detta...mo basta...scetate daniè, datte na mossa... ed eccomi qua...spero di riuscire a darvi qualcosa e spero che voi riusciate a darne a me, seguendomi, commentandomi e divertendovi a leggere di ciò che scrivo...

domenica 8 dicembre 2013

RAVIOLI SALVIA BURRO E ROSMARINO



ingredienti x 4 persone

1 kg di ravioli
50 g burro
aghi di rosmarino
salvia fresca
sale e pepe q.b.

Preparazione:

Portate a ebollizione una pentola colma d’acqua; versatevi i ravioli e salate. I ravioli 

debbono cuocere per pochissimi minuti. Nel frattempo, spezzettate con le mani le foglie 

di salvia (non adoperate un coltello, poiché le foglie anneriscono al contatto con l’aria) e 

ponetele in una padella antiaderente nella quale intanto state scaldando il burro con 

qualche ago di rosmarino; lasciate profumare il burro per pochi minuti (il burro deve 

schiumare leggermente) e spegnete il fuoco.

Scolate i ravioli e tuffateli nella padella con il burro e la salvia; spolverizzate con una 

generosa quantità di parmigiano, da mantecare sempre nella padella. Pepate e servite.

grazie a Lello S.
O CUPPETIELLO E PARANZA


  • La Paranza è una frittura di pesce composta prevalentemente da pesci di piccole dimensioni, nasellitriglieghiozzi e sogliolette....a Napoli la frittura di paranza è considerata la "suddita" della frittura di pesce composta da triglie gamberi e calamari, ma vi assicuro che anche questa è assolutamente divina..io vi ho dato l'idea del cuppetiello ( coppo fatto di carta), per presentarla in modo più scenografico...

Ingredienti x 6 persone
2 Kg di "paranza" (un misto di piccoli pesci come triglie, ,gamberetti, alici, seppioline, calamaretti, ficassuages (una varietà di sogliolette), farina, olio extra vergine di oliva per friggere, limone, pepe e sale.

Procedura
Pulite e lavate il pesce , infarinate e friggete in olio extra vergine d'oliva ben caldo. Aggiungete il sale ed il pepe, e servite con gli spicchi di limone.
 


venerdì 14 giugno 2013

ciao a tutti.....oggi come spesso accade sono andata a prendermi il caffè a casa della mia amica Patty, moglie del già conosciuto Pinochef e figlia ( a quanto pare, per attitudini culinarie) di tale padre, Miriam...e come al solito abbiamo finito per parlare di pappatorie varie....ed ecco che, come presa da un raptus vorace, che la ragazzetta si butta nella preparazione di un modo di fare la carne che è moooolto simpatico, veloce, sbrigativo ed anche economico....ed ovviamente eccolo qui x tutti voi....

FETTINE DI MAIALE "SOTTOCOPERTA"


Ingredienti x 4 persone

4 fettine di maiale(costatelle, locena o prosciutto)
mollica di pane preferibilmente del giorno prima
prezzemolo sale ed olio

...questa è la classica ricetta dove le dosi si fanno...ad occhio.....
in una teglia mettete un pò di olio sul quale poggerete le fettine di carne ungendole da ambedue i lati...a parte sbriciolate il più possibile la mollica di pane ed aggiungete sale qb,  3 cucchiai di olio evo e del prezzemolo tritato...amalgamate bene e distribuite uniformemente sulla carne che avrete leggermente salato....mettete in forno a 180° x circa 20 minuti....prima di toglierla dal forno assicuratevi che , come notate dalla foto,la "copertina"  di pane sia diventata dorata e croccante....bon appetit!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


mercoledì 12 giugno 2013

ALIMENTAZIONE LIGHT

LA TORTA ALCIOCCOLATO



Ricette light è una locuzione che indica piatti che si sposano con la linea; purtroppo spesso si sposano malissimo con il gusto.
una ricetta light deve essere saziante; se non lo fosse, sarebbe frustrante perché assocerebbe l'idea di dieta al concetto di sofferenza della privazione di qualcosa di goloso ed appagante...
ecco perchè, ho voluto provare questa torta al cioccolato che si può senz'altro 

definire light in quanto non prevede l'uso di uova, burro o margarina e 

olio ed è abbastanza semplice e veloce!




Ingredienti:

200 gr di farina 00 (+ quella della tortiera)

200 gr di zucchero 

100 gr di cioccolato fondente o 50 gr di cacao amaro 

250 gr di latte parzialmente scremato

1 bustina di lievito

sciogliete il cioccolato a bagnomaria e unitelo agli ingredienti secchi. Amalgamate il 

tutto aggiungendo un pò di latte alla volta e miscelate con una frusta in modo che non

 si formino grumi; infine aggiungete il lievito.

Versate il composto in una tortiera (io ho usato quella da 22 cm.) precedentemente

 imburrata e infarinata e fate cuocere in forno già caldo a 180° per circa 20-25 

minuti (fate la prova stecchino) .

lasciate raffreddare e spolverizzate con dello zucchero a velo.

domenica 9 giugno 2013


                              A' FRITTATINA 'E MACCHERONI

Non si può iniziare un viaggio nell’enogastronomia campana, nella sua storia, nella cultura che deborda da tutti gli angoli di questa regione, senza dare il giusto riconoscimento al suo capoluogo. Iniziamo dunque questo percorso da Napoli, terza città d’Italia e una volta capitale del Regno delle due Sicilie. Per farla ritornare al suo splendore, sarebbe già un ottimo punto di partenza un recupero della sua storia e della sua cultura, che dovrebbero essere difese strenuamente da parte dei suoi abitanti. Di tutto il marcio che c’è ne parlano quotidianamente i telegiornali; ma c'è anche del bello e del buono, di cui si parla molto meno, che si può trovare visitando questi luoghi. Ecco, il viaggio inizia da qui: dalla conoscenza delle stradine napoletane e dal profumo di caffè e di pizza che si avverte passeggiando.
Siamo al Decumano Maggiore, o meglio, sulle strade di quella Napoli dapprima greca e poi romana, strade che congiungevano parallelamente la città da est a ovest. Via dei Tribunali è una di queste e taglia tutto il centro storico passando attraverso la zona del mercato romano. Qui si può trovare un concentrato di 2000 anni di storia: c’è il conservatorio, il presepista, la Chiesa (o meglio “le” Chiese, visto che sono tante) e c’è lei, la regina incontrastata della friggitoria napoletana: “ ‘a frittatina”. A Napoli è considerata un’istituzione e non c’è pizzeria o friggitoria che si rispetti che non metta in bella mostra questa delizia per il palato. Via dei Tribunali accoglie un paio dei migliori produttori di questa leccornia e non è facile per gli altri reggere il confronto.
La storia di questo prodotto potrebbe racchiudere un po’ tutta la storia di Napoli. Una città che soffre, ma non si arrende. Nacque, infatti, come un piatto povero, seppur cercando sempre di abbinare qualche ingrediente più saporito per migliorarne il gusto. La sua ricetta si è èvoluta fino a diventare quella che oggi si può gustare: una semplice frittata di bucatini con un ripieno di ragù, piselli, mozzarella e pepe. Altri la fanno bianca, senza mettere il ragù e aggiungendo la besciamella. Ciò che, però, deve far riflettere è che ci troviamo di fronte a un piatto considerato “povero” almeno nella sua versione iniziale, ma che ha assunto, nel tempo, una sua ricercatezza: dalla panatura, alla quantità di olio da usare, ai tempi di cottura da seguire, fino alla mantecatura degli ingredienti. Insomma, fare la frittatina a Napoli, ormai, è un’arte e non tutti sono artisti. Di certo, un giretto tra i Decumani offre molte opportunità di assaggiare quelle migliori, a spasso tra la storia e la gastronomia di un popolo che ha conquistato il mondo con un po’ di acqua e farina.
La degustazione della frittatina, sicuramente meno conosciuta e diffusa della pizza, è diventata ormai un rituale da seguire. È frequente vedere sostare le persone davanti alle friggitorie del centro storico, acquistare una frittatina, per poi riprendere il proprio cammino. La si mangia passeggiando, in compagnia o da soli, per spezzare l’appetito; è un modo come un altro di sentirsi napoletani, un'occasione per esorcizzare e allontanare i pensieri, per godersi una passeggiata e continuare a confidare nel domani con più gusto...(fonte yuri bono)


girando e rigirando tra i vari programmi di cucina , blogs e siti internet, di ricette ce ne son tante....io vi do la mia....in due versioni...provatela...e se volete fatemi sapere....
per circa 15 frittatine:
500 g di bucatini
200 g carne macinata , 200 g. piselli, 200 g. provola asciutta
per la besciamelle:800 g di latte,160 g di farina, 80 g di burro
per la pastella.200 dl di acqua,100 g di farina, 10 dg sale

il procedimento è relativamente semplice: lessare i bucatini , farli raffreddare e tagliarli grossolanamente: impastare bucatini e besciamelle( che dovrà sre molto più densa di quella che facciamo di solito...fare delle polpette , al centro delle quali metterete l'impasto di carne macinata , provola e piselli...chiudere e con un coppapasta dare la classica forma delle frittatine...passarle nella pastella, eliminando il superfluo e friggere in abbondante olio molto caldo.
a me piace fare un ragu ristretto di carne macinata e usare quello insieme ai piselli e alla provola ma sono ottime anche  senza sugo....una mia amica usa il gran ragu star...nn sono malvage....e se volete, dopo averle passate nella pastella potete anche girarle nel pane grattugiato.....bon appetit!!!!!!!!!!!!!!!!


lunedì 13 maggio 2013



MACINE




Ingredienti:
50 gr di fecola 
500 gr di farina 00
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito in polvere
150 gr di zucchero a velo
100 gr di burro
100 gr margarina
1 uovo
5 cucchiai di panna fresca
un pizzico di sale



Preparazione:
Mettere nel boccale tutti gli ingredienti, amalgamare prima 15 sec. vel. 4, e poi 1 min. vel. Spiga. Ricoprire il composto con della pellicola trasparente e riporre in frigorifero per 30 minuti. Prima di usare la pasta, lavorarla con le mani. Stendere la pasta dello spessore di circa 7 millimetri, ritagliare i biscotti della forma desiderata, adagiarli su una teglia ricoperta di carta forno. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 10/15 minuti circa. Lasciar raffreddare e servire..


ciao a tutti.....è tanto che non posto qualcosa e mi dispiace veramente , ma ho avuto un periodo molto ..."incasinato".mi scuso con me stessa e con chi ama leggermi.....ma ora sono di nuovo qui....spero vi faccia piacere e che riprenderete a seguirmi in tanti......dany

venerdì 11 gennaio 2013

ciaooooo.....

Secondo la tradizione popolare, il periodo carnevalesco, in cui "ogni scherzo vale", inizia con l'Epifania e termina con l'arrivo della quaresima.
Per tutti quanti, invece, la festa di carnevale si celebra nel mese di febbraio. Quest'anno la domenica di festa dedicata alle follie e alla baldoria in attesa del "digiuno" quaresimale cade il 10 febbraio. Il giovedì grasso sarà invece il 7 febbraio, e il martedì grasso il 12, a cui segue il mercoledì delle ceneri e la "morte" del carnevale.
Il Carnevale in Italia rappresenta un grande momento di festa e spensieratezza…a Napoli la gioia si respira in ogni quartiere! Come vuole la tradizione infatti numerose sono le parate che si tengono tra le vie cittadine in un turbinio di festa e colori da ammirare e gustare fino in fondo!
I maggiori eventi per il Carnevale si tengono nei quartieri Scampia, Montesanto, Sanità, Materdei, Barra e Chiaiano.....
Ricette a base di maiale e dolci rigorosamente "grassi" cioè fritti per celebrare l'antichissima tradizione culinaria del Carnevale.
Trovate quindi radunate tutte insieme le ricette più rappresentative di questa festa di origine pagana da trascorrere in modo spensierato e allegro senza badare troppo alla linea....Poi, con l'arrivo della primavera, ci rimetteremo in carreggiata mangiando... insalata! 

martedì 18 dicembre 2012


CAPESANTA CON GAMBERI FUNGHI E BESCIAMELLA



Ingredienti per 12 capesante, (serve sei persone):
 12 capesante (fresche o surgelate), 12 conchiglie, 300 g di funghi misti con porcini, 20 g di burro, 20 g di farina e 200 ml di latte, prezzemolo, aglio, pangrattato, due filetti d’acciuga e due dita di vino bianco.
Preparazione: sciacquate bene, sotto l’acqua corrente, le capesante ed eliminate la parte arancione. In padella fate soffriggere l’aglio, il prezzemolo e i due filetti d’acciuga con un filo d’olio, aggiungete poi i funghi e insaporite con il vino bianco, che farete poi evaporare. Regolate di sale e pepe e fate restringere il sugo. A parte preparate la besciamella: sciogliete il burro e unitevi la farina, una volta che si saranno amalgamati versatevi il latte caldo e un pizzico di sale e fate cuocere a fuoco basso, fino a quando la besciamella non si sarà addensata. Unite le capesante al sugo e aggiungete anche la besciamella, fate insaporire il tutto in padella altri due minuti e togliete dal fuoco.
Sistemate le conchiglie su una teglia da forno, scaldate il forno a 200° e poi cominciate a preparare le conchiglie: recuperate ognuna delle capesante e mettetele nei propri gusci, coprite poi con il sugo e, infine, versatevi sopra una spolverata di pangrattato e una puntina di burro. Fate cuocere in forno caldo 3 minuti e servite subito.....
QUESTA ERA L'IDEA BASE...
ma io dopo la prima volta che le ho fatte così, ho conservato i gusci delle capesante, ed ogni anno le faccio a modo mio...e vi assicuro...sono divineeeeeeeeeeeeeee!
agli ingredienti togliete le 12 capesante e sostituite 300 g di gamberi puliti che vanno appena appena bolliti ed uniti ad i funghi ..il resto tutto uguale....tranne che per le capesante ovviamente!!!!!!!!!!!!!
Fatemi sapere!!!!


lunedì 17 dicembre 2012


TRIS DI PRIMI PIATTI

 Per il giorno 25 sarebbe anche molto simpatico questo piatto....all'insegna del nazional natalizio...bianco rosso e verde, per tutti i palati....semplice e sicuro...ecco velocemente le 3 ricette, anche se tutte voi saprete già farle...

PESTO ALLA GENOVESE:

Vari sono i procedimenti per fare il pesto. Per una ricetta veloce del vero pesto alla genovese, mettete in un mortaio l’aglio (1 spicchio ogni 30 foglie di basilico; per il pesto di Levante le dosi sono di 1 spicchio ogni 40 foglie); iniziate a schiacciare e unite alcuni granelli di sale grosso, poi le foglie di basilico. Nel momento in cui si inizia a formare un liquido verde aggiungete i pinoli ed eventualmente alcuni gherigli di noci. È, quindi, il momento di aggiungere i formaggi grattugiati ben stagionati e, infine, l’olio.
Ci sono alcuni consigli da seguire per ottenere il pesto al meglio. Prima di tutto è importante lavorarlo con il mortaio, se proprio dovete far ricorso a un robot da cucina fate attenzione a non surriscaldare troppo la salsa per evitare ossidazione. Nel lavorare con il mortaio dovete essere abbastanza rapidi, evitando di usare troppa forza!, sempre per evitare l’ossidazione. Le foglie di basilico, vanno premute e non pestate: in questo modo gli aromi usciranno al meglio.
Se, però, siete alla ricerca di un pesto veloce, fatto in casa in soli 15 minuti, potete seguire la seguente ricetta, ben sapendo che non si tratta di quella originale. Gli ingredienti sono: 50 gr di pecorino sardo e 50 gr di parmigiano reggiano già grattugiati, 3 mazzi di basilico, 2 spicchi d’aglio, 50 gr di pinoli, olio extravergine d’oliva.
Come prima cosa lavate e mondate il basilico, un’operazione da 10 minuti al massimo. Prendete poi i formaggi, il basilico e tutti gli altri ingredienti: 2 spicchi d’aglio, 50 gr di pinoli e olio extravergine d’oliva. Mettete tutto in un frullatore o in un robot da cucina.
Attenzione: è molto importante che le lame funzionino bene. Cominciate a tritare, a intervalli, in modo che il composto non si surriscaldi. Quando il composto sarà omogeneo, in 2-3 minuti, il vostro pesto sarà pronto. ..basterà colare la pasta e condirla...
Sempre in nome della velocità potete fare più pesto quando lo preparate: ne userete una parte e il resto potrete surgelarlo ad esempio in bicchierini da caffè di plastica. Ottimizzerete i tempi in una volta sola!
MEZZE MANICHE PANNA E PROSCIUTTO 
Soffriggere cipolla e olio..aggiungere prosciutto cotto (o volendo anche salmone)..sfumare con una spruzzata di brandy o vodka....far evaporare e aggiungere la panna da cucina....lessare la pasta , condire e mantecare....
PENNE RIGATE CON RICOTTA E RAGù
La ricetta del ragù la trovate più indietro nel blog...unire ragù, ricotta e un pò di acqua di cottura e fare una crema con la quale condirete la pasta...
Ps: non domenticata una bella spolverizzata di parmigiano su tutto!!!



TRIGLIE AL CARTOCCIO


Secondo piatto a base di pesce, di velocissima esecuzione, con grandi risultati in termini di sapore ed aroma... ed i grandi risultati si 
ottengono solo usando materie prime sono di grande qualità! 


Ingredienti per 2 persone
4 triglie medio piccole
1 arancia biologica di Sicilia 
Semi di finocchietto ad libitum
Sale q.b.
Pepe nero appena macinato ad libitum
Olio extra vergine d'oliva q.b.

Fatevi eviscerare e squamare le triglie dal vostro pescivendolo di fiducia, sciacquatele sotto l'acqua corrente ad asciugatele sommariamente con carta-paglia. 
Sciacquate l'arancia, dividetela a metà e di una sola metà, grattate la scorza, spremetela e, mettete succo e scorza in una ciotola piuttosto profonda. Con una frusta da cucina o con un frullatore ad immersione emulsionate il tutto con ottimo olio extra vergine d'oliva. Otterrete una salsina spessa e incredibilmente profumata. Se volete potete aggiungere dei capperi di Pantelleria (dissalati) alla salsina ed aglio spremuto nella quantità che vi gusta.
Preparate un rettangolo di carta forno per ogni triglia e dopo averne posizionata una per ciascun rettangolo, cospargetele di sale e pepe (in base ai vostri gusti), di semi di finocchietto ed irroratele con 2 cucchiai rasi di salsina all'arancia. Per completare, mettete una fettina di arancia dentro la pancia di ogni triglia, chiudete i cartocci ed adagiateli dentro una teglia che infornerete, in forno caldo a 180°, per circa 15-20 minuti; il tempo è orientativo, dipende tutto dalla grandezza dei pesci. Potete anche cuocere i cartocci in microonde, se usate una teglia in pyrex, per circa 7 minuti. 
Non appena il pesce sarà pronto, mettete 2 cartocci per ogni piatto e portate subito in tavola insieme con la salsa all'arancia avanzata che ciascun commensale potrà aggiungere al pesce, magari dopo averlo diliscato e spinato... gustate!

venerdì 14 dicembre 2012


I DOLCI DELLA TRADIZIONE NATALIZIA NAPOLETANA E CAMPANA

Le preparazioni natalizie campane sono legate alla rinomata tradizione pasticciera napoletana: roccoco'susamielli,divino amorezeppole e struffoli tutto questo ci riconduce al periodo dell'avvento, a lunghe serate in casa, al gioco della tombola. 
Il profumo delle zeppole fritte, che durante la fase della preparazione impregna tutti gli abiti, le finestre chiuse, il vapore acqueo che si forma sui vetri, e l'odore che ci si porta dietro lasciando scie di aromi irresistibili.
In famiglia la nonna ha sempre sostenuto che quando si preparano le zeppole non bisogna ne' farsi vedere ne' far sentire l'odore alla gente invidiosa: finirebbero con lo scoppiare!!!

Le Zeppole 



Tipiche della costiera sorrentina, sono ciambelline fritte preparate con una pasta a base di farina acqua latte ed anice, e condite con miele, diavulilli (per chi non lo sapesse sono i confettini piccini e coloratissimi che ci riportano alla mente le decorazioni dei nostri alberelli di natale) e scorzette d'arancia. 
Tra i mestieri napoletani esisteva anche quello della zeppollara che in strada friggeva queste ciambelle in strutto o grasso animale e le serviva ricoperte di miele.
Ricetta: 
Ingredienti:
- 5 tazze d’acqua,
- 5 tazze di farina,
- gr 200 circa di latte,
- 1 pizzico di sale,
- un po’ d’anice,
-1 scorza di limone,
per il condimento:
- 1 Kg. di miele,
- buccia d’arancio,
- buccia di limone,
- anice q.b.
Esecuzione:
Mettete acqua, latte, anice e sale in una pentola capiente sul fuoco e prima che bolla, versate di getto la farina setacciata.
Mescolate con un cucchiaio di legno il composto sul fuoco fino a quando si stacca dalle pareti della pentola.
Versate la pasta ottenuta su di un piano di lavoro leggermente unto e lavoratela molto bene in modo da renderla liscia e omogenea al massimo.Tagliatela a pezzetti e arrotolatela con le mani in modo d ottenere dei bastoncini di circa cm15 di lunghezza che avvolgerete su se stessi a forma di L Pungete ogni zeppola varie volte con i rebbi di una forchetta, preparandone un piccolo quantitativo per volta per evitare che si formi alla superficie una patina dura che potrebbe compromettere il risultato. Friggete in abbondante olio bollente, fate assorbirne l’unto su carta da pane.Infine immergere le zeppole nel miele precendemente cotto sul fuoco a cui avrete unito anice la buccia di limone e dell’arancia Cospargetee di confettini colorati i cd. riavulilli

Gli Struffoli 




Questo è un tipico dolce natalizio, la cui forma è a base di sfere ricoperte di miele e dai multicolorati diavulilli
L’origine degli struffoli è greca: il nome, deriva da strongulos, cioè pasta a forma sferica, arrotondata o incavata; anche questa preparazione è consolidata nella tradizione pasticciera napoletana, splendide erano le confezioni ad opera delle Monache dei conventi della Croce di Lucca e di quelle di S. Maria dello Splendore.
Ricetta: 

Ingredienti:
Per la pasta:
- gr 500 farina
- 5 uova
- 2 cucchiai di olio di semi
- 3 cucchiai di zucchero ;
- 1/2 cucchiaino da caffe’ di ammoniaca per dolci
- 1 bicchierino di anice
- sale q.b.
- olio per friggere.
Per condire:
- gr. 200 miele
- 2 cucchiai zucchero
- buccia di un limone - di 1 arancia e di 2 mandarini
- anice facoltativo
- confettini multicoloririavulilli

Per il croccante
:
- gr 500 di mandorle
- gr 500 zucchero
- gr 20 di burro
- 1 limone
Esecuzione:
Nelle versioni più elaborate, vengono presentati in cestini di croccante, durante le feste natalizie.
Dopo aver setacciato la farina disponetela a fontana, al centro essa mettete tutti gli altri ingredienti. Preparate una bella pasta consistente ed elastica, aiutandovi prima con una forchetta e poi lavorando decisamente con i polpastrelli delle dita e, infine, vigorosamente con le mani.
Lasciate riposare la pasta per circa 1 ora, dopo averla coperta con un tovagliolo pulito. Prendete, allora, piccole quantità di pasta e, arrotolandola con le dita, formate tanti bastoncelli possibilmente molto sottili, che andrete tagliuzzando in piccole palline che sistemerete su un tovagliolo. Finita che avrete questa operazione, sarà il momento di friggerle in abbondante olio ben caldo, e quando saranno belle, dorate lucide e croccanti, le leverete dal fuoco con la schiumarola che
raccoglierà lasciando cadere l’olio, e le sistemerete sulla carta assorbente affinché sgocciolino tutto l’unto nel migliore dei modi possibili.
Ora sciogliete in un tegame il miele con lo zucchero aggiungete due cucchiai di acqua e anice quanto basta e le profumate bucce grattugiate. Non appena si comincerà a formare una schiuma leggera, il preparato sarà pronto per condire gli struffoli che, rimescolati per pochi secondi, diventeranno lucidissimi Potrete così sistemarli garbatamente in un bel piatto o ancor meglio, nei cestini di croccante e cospargerli dei multicolorati riavulilli
Per preparare il croccante si usano preferibilmente mandorle, ma quando queste non fossero disponibili, le noccioline potrebbero sopperire. Per pochi minuti si tostano le mandorle nel forno e, una volta diventate queste dorate, si riducono in pezzettini e poi si cuociono ancora in una padella con lo zucchero e con una noce di burro, mescolando continuamente per circa venti minuti.
Ora si può usare uno stampo unico, oppure vari piccoli ruoti leggermente imburrati
Si modellano le mandorle ancora calde all’interno di questi recipienti in uno strato spesso mezzo centimetro circa.
Si aggiungerà altra fraganza e il profumo se ci si aiuterà con un limone intero per fare aderire perfettamente le mandorle alle pareti del recipiente prescelto.
Dopo circa mezzora, quando le mandorle saranno completamente raffeddate, sformatele dal recipiente, ottenendo cosi’ il cestino desiderato.
Riempitelo con gli struffoli pronti che decorerete a vostro piacimento, con scorzette di arance candite tagliate a piccolissimi pezzetti.

Le  Pasta reale 



Ingredienti:
400 gr di mandorle (di cui il dieci-20 per cento amare),
400 gr di zucchero,
un pizzico di cannella,
un cucchiaio di glucosio,
ostie.

Per la glassa:
350 gr di zucchero a velo
1 albume
3 cucchiai di succo di limone

Procedimento:
Fare bollire un po' di acqua e mettervi a mollo le mandorle per cinque minuti.

Pelarle e farle asciugare su un panno.

Pestarle poi in un mortaio fino ad ottenere una pasta fine.

Mettere in una pentola, possibilmente di rame, 400 gr di zucchero e tre quattro cucchiai di acqua e fare uno sciroppo a filo. Aggiungervi poi le mandorle tritate e la cannella e, mescolando con un cucchiaio di legno, fare cuocere per circa un quarto d'ora.
Aggiungere il glucosio e fare raffreddare, mescolando di tanto in tanto, e versare un po' di impasto su ogni ostia, dandogli una forma rotonda o ovale.

Il giorno successivo preparare la glassa e stenderla sui dolcetti.
Sono altri dolcetti che trovano la loro origine nei conventi napoletani, dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme piu' svariate.
Dolci della vigilia di natale, le suore li preparavano rispettando la dieta di magro perche' erano preparati con farina zucchero, spezie e mandorle finemente tritate e non era utilizzato alcun grasso animale, essendo il loro condimento ottenuto esclusivamente dall'olio premuto dalle stesse mandorle.
L'origine del nome pasta reale pare risalga all'epoca di Re Ferdinando IV.
Si racconta che il Re si recò un pomeriggio in visita al convento delle suore di San Gregorio Armeno e, dopo aver visitato la cappella ed il convento, fu accompagnato dalle sorelle nel refettorio, ove su un grande tavolo era preparato un buffet in cui facevano bella mostra di se aragoste, pesci arrostiti, polli e fagiani oltre a della splendida frutta.
Il Re era un gran mangiatore ma si scusò dicendo che da poco aveva finito di pranzare e non sarebbe stato il caso riaffrontare un pasto del genere. Ma le suorine con sguardi di complicità pregarono Re Ferdinando di degnarsi di un assaggio, quale fu la sorpresa del sovrano quando si accorse che tutto quel Ben di Dio non erano altro che dolci efficientemente scolpiti con la pasta di mandorle e certosinamente dipinti a mano.



I Mustacciuoli
mostaccioli cioccolato
Dalla forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato, il loro nome è legato 

alle antiche preparazioni contadine che utilizzavano il mosto, mustacea era infatti 
il loro nome latino, col quale venivano preparati per essere resi più dolci.A Napoli 
diciamo che si chiamano mostaccioli perché mangiandoli si scioglie il cioccolato e 
ci si sporca le labbra dando l'impressione di avere i baffi ovvero i mostaccioli. 
INGREDIENTI:
- Kg. 1 di farina bianca per dolci
- 400 gr. di zucchero
- 500 gr. di mandorle tostate gr. 100 di olio
- 4 uova
- 4 cucchiai di cacao in polvere
- 2 limoni
- 2 bustine di lievito per dolci
- 1 bicchierino di vino bianco o rhum
- chiodi di garofano
- cannella
- latte q.b.

PREPARAZIONE:
Sulla spianatoia si impasta la farina con lo zucchero, il cacao, le uova, l'olio; si 

aggiungono le bustine di lievito per dolci e si lavora per amalgamare tutti gli 
ingredienti. Si uniscono quindi le mandorle tritate e si aromatizza generosamente 
con cannella, chiodi di garofano ridotti in polvere e buccia di limone grattuggiata. 
Si ammorbidisce l'impasto con vino bianco o rhum e si modellano dei polpettoni che, leggermente appiattiti, si tagliano a rombi delle dimensioni desiderate e si dispongono
 sulla piastra del forno già unta di olio e infarinata. Si cuociono a calore moderato. 
Quando sono cotti si passano nella glassa al cioccolato già preparata prima.

I Susamielli

A forma di 'S' i Sosamielli venivano impastati con del miele liquido ed anticamente venivano distinti in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e v'era l'usanza di 

offrirlo alle persone di riguardo, il sosamiello per zampognari, impastato con farina
 ed elementi di scarto, che veniva offerto al personale di servizio ai contadini in
 visita e a coloro che venivano a suonare in casa, ed in ultimo il sosamiello del
 buon cammino imbottito con la marmellata di amarene e che veniva offerto ai soli 
religiosi.
Ricetta: 
Ingredienti
  • farina 250 gr.
  • miele 250 gr.
  • zuchero 100 gr.
  • mandorle 100 gr.
  • cubetti di cocozzata, cedro e scorzette di arance candite;
  • “pisto”, cioè un trito di cannella, chiodi di garofano, noce moscata, vaniglia,
  • un pizzico di ammoniaca per dolci
Preparazione
Tritate finemente nel mixer tutte le mandorle e mettetele da parte; tritate 
accuratamente anche la frutta candita. Mischiate le mandorle, lo zucchero, 
il pisto, il cedro, le scorzette, la cocozzata con la farina. Nel frattempo scaldate 
a fuoco moderato il miele. Disponete sul piano di lavoro la farina a fontana e, non
 appena sciolto, unitevi il miele insieme con un pizzico di ammoniaca.
Lavorate l’impasto fino a quando non diventa omogeneo: a questo punto formate dei 
salamini e sistemateli su una teglia unta piegati a forma di S, schiacciandoli
 leggermente. Infornate nel forno preriscaldato a 180° per 15-20 minuti circa.
N.B.: esiste una variante dei susamielli detta “sapienza”, il cui nome pare derivi dalle
 suore del monastero della Sapienza, che prevede l’aggiunta di mandorle intere sulla 
superficie dei singoli dolcetti.
I Divinamore 
divino amore
A base di pan di Spagna ricoperto di colorata glassa rosa traggono il loro nome dalle

 Religiose dell'omonina comunità di clausura.
Ricetta: Questi gustosi dolcetti fanno parte della tradizione gastronomica natalizia 

napoletana, vennero preparati per la prima volta dalle monache dell’omonimo 
convento del Divino Amore che si trovava a Spaccanapoli a Napoli, in onore, della 
madre di Carlo II d’Angiò.
Dell’antico convento oggi è rimasto ben poco si puo’ visitare solamente il chiostro,
 il resto è occupato dall’Ospedale Incurabili, il divino amore in forma di dolce e’ uno
 dei cavalli di battaglia della pasticceria Scaturchio, a due passi da qui, che ne
 custodisce fedelmente la ricetta.

Ingredienti
:
- gr 500 di mandorle dolci sgusciate
- gr 500 di zucchero
- 3 uova
- scorza grattugiata di 1 limone
- 1 bustina di vainiglia
- gr 100 di canditi misti (cedro, cocozzata, e scorzette d’arancia)
- ostie q.b.
- 3 cucchiai marmellata di albicocche
- 2 cucchiai di zucchero
- 2 cucchiai di acqua

Per la copertura
:
Ghiaccia bianca
colorante rosa
Esecuzione:
Macinate le mandorle, non pelate, con il mixer, unitevi lo zucchero e con un po’ di acqua fredda cercando di ottenere un impasto di giusta consistenza.
Incorporatevi 2 uova intere ed un rosso, la scorza grattugiata del limone, la 

vainiglia ed i canditi tagliati minutamente. Lavorate l’impasto, formate degli ovetti,
 collocateli sulla placca del forno foderati di ostie e fateli cuocere a 180° per una
 ventina di minuti.
Una volta raffreddati, eliminate i bordi d’ostia superflui, spennellate leggermente i

 dolci con marmellata di albicocche diluita con poca acqua e zucchero e 
ricopriteli con ghiaccia bianca (ottenuta con zucchero a velo vanigliato, albume
 sbattuto a neve ferma) e coloratela di rosa con colorante per alimenti

Il Roccocò 

A forma di ciambella, adatto a chi ha denti solidi, trae la sue origini invece dal

 francese rocaille per la barocca e rotondeggiante forma di conchiglia.
Ricetta: 

Roccocò morbidi

Ricetta svelata!:-) I roccocò sono dei tipici biscottoni duri con mandorle e speziati al pisto tipici della tradizione campana..questa ricetta però ne è la variante morbida. A mio parere molto più facilmente "gustabile" :-) Mia madre mi ha passato la ricetta e voglio presentarvela perchè credo proprio che piacerà anche a chi, proprio a causa della durezza, non riusciva mai ad apprezzare questi profumatissimi biscottoni natalizi

INGREDIENTI PER CIRCA 15 ROCCOCO' MORBIDI

500 g di farina 00
250 g di zucchero
100 g di miele
250 g di mandorle con la buccia e non tostate
2 g di ammoniaca per dolci (in alternativa se vi è difficile reperirla, utilizzate o una punta di bicarbonato, oppure un cucchiaino di lievito per dolci)
scorza di arancia candita tritata (io ho utilizzato quella preparara e che vi ho postato qualche giorno fa)
150 g di acqua
1 tuorlo per spennellare
pisto ovvero: 4 g di cannella, 3 chiodi di garofano, 2 g di noce moscata, 1 g di pepe bianco, 1 g di zenzero in polvere, 1 g di cacao amaro (specifico che è un mix creato da mia madre, quindi a vostro gusto potete caricare o dimezzare, aggiungere o eliminare)

In una capace terrina, mescolate la farina con le spezie, le mandorle tritate ma in modo molto grossolano , non in pezzi piccoli (si devono proprio vedere!), la scorza di arancia candita e l'ammoniaca, mescolate per bene.  A parte fate lo sciroppo così: in un pentolino unite l'acqua con lo zucchero, portate a bollore fino a che diventa uno sciroppo (circa 3/4 minuti dall'ebollizione), spegnete e fate raffreddare. Unitelo freddo al centro della farina a fontana insieme al miele. Impastate (con un cucchiaio inizialmente se vi è più comodo) ed amalgamate per bene tutti gli ingredienti. Otterrete così un impasto semiduro. Ricavate da esso delle palline che andrete a lavorare su una spianatoia ottenendo dei filoncini spessi quanto un sigaro e lunghi circa 20 cm. Chiudeteli a cerchio perfetto, schiacciandoli leggermente con le mani. Spennellateli con 'uovo sbattuto e infornate in forno preriscaldato a 170/180° per circa 15 minuti.

E così, ogni anno, fosse solo per come dice mia "zia" pe' devozione siamo costretti, 

facendo uno sberleffo alle diete, nostro malgrado, ad assaggiare queste splendide 
delizie.